AUTENTICI O CONTRAFFATTI? COME RICONOSCERE I PRODOTTI TIPICI

 

Tredicimila tonnellate di alimenti sequestrati in un anno, per un giro di affari di 13 milioni di euro. Ed è solo ciò che è stato scoperto. Il mercato dei prodotti tipici fasulli, in Italia, è un grande business per i professionisti della truffa. Tra vini, olii, salumi e inscatolati di ogni tipo, nel 2016 l’ispettorato contro le frodi alimentari ha scoperto 971 casi di cibi contraffatti, di cui 383 messi in vendita via web. Tra tutti, il più imitato è il prosecco, seguito dal parmigiano reggiano e l’aceto balsamico di Modena. Ecco un vademecum per non cadere nella trappola.

prosecco 

Il prosecco, più di tutti gli altri, e poi il parmigiano reggiano e l’aceto balsamico di Modena. Sono i tre prodotti tipici italiani più contraffatti e rintracciati sul web, nell’ultimo triennio. Sfruttando soprattutto il potere delle immagini (foto artistiche con didascalie invitanti), i professionisti della truffa on line fanno affari d’oro, almeno finché non vengono beccati dalle forze dell’ordine, contando sulla fiducia che gli utenti ripongono nelle informazioni reperibili attraverso certi siti internet, blog e social network. Clamoroso è il caso del prosecco, il vino bianco doc prodotto nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia, che qualche anno fa ha superato lo champagne francese per livello di consumi nel mondo.

 

I CONTROLLI

L’ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (qui l’ultimo rapporto ufficiale) ha documentato 530 rilievi, 350 dei quali solo nel 2016, «andati a buon fine», ovvero tutti i casi in cui erano stati spacciati per autentici prodotti che, in realtà, erano rozze imitazioni degli originali, senza alcuna garanzia di qualità. Complessivamente, l’ispettorato ha scoperto l’anno scorso 971 frodi alimentari, di cui 383 messe a segno attraverso il web (e spesso sfruttando note piattaforme di e-commerce), a cui si aggiungono altre 516 frodi su prodotti vinicoli. A livello di categorie merceologiche, infatti, il vino è quella più presa di mira dai professionisti della truffa. Complessivamente, il giro d’affari dei prodotti tipici fasulli (quel che emerge, almeno) è stato stimato, sempre con riferimento al 2016, in 13 milioni di euro, con 13.241 tonnellate di prodotti sequestrati. Una ricchezza fraudolenta che viene sottratta, ovviamente, all’economia legale e ai lavoratori onesti.

 

Il VINO

Vecchi trucchi come l’aggiunta di acqua o zucchero sono tutt’ora molti diffusi. Molti vini venduti on line come Doc o Igp sono risultati, nel corso delle analisi, sprovvisti dei requisiti necessari per ottenere tali denominazioni. E in molti prodotti “biologici”, sono state rinvenute tracce di pesticidi o prodotti fitosanitari.

 

L’OLIO

La frode più comune è commercializzare come “extravergine” prodotti che, in realtà, sono comuni olii di oliva, provenienti soprattutto da Tunisia e Marocco. Altra frode “tipica” consiste nel vendere come “italiani al 100%” oli che, invece, vengono mescolati con altri oli esteri, per esempio spagnoli.

 mozzarella di bufala

Il FORMAGGIO

La più imitata tra i formaggi è la bufala campana “dop”, ma tanti sono anche i casi di raggiro che riguardano formaggi pecorino o caprino che sono prodotti, invece, con alte percentuali di latte vaccino, con conservanti illegali o, comunque, non dichiarati in etichetta.

 prodotti sottovuoto

LA TRUFFA DOVE NON TI ASPETTI

Nel 2016 sono stati 202 i prodotti contraffatti e venduti su Ebay, 148 quelli su Amazon, 33 su Alibaba e 72 in altre piattaforme di commercio online.

IL BIOLOGICO, SORVEGLIATO SPECIALE

Sono stati 2.690 i controlli effettuati nel 2016 nel comparto dell’agricoltura bio, che hanno portato al sequestro di merce per un milione e mezzo di euro. Tra tutti, i prodotti più colpiti sono stati pasta e pomodori.

 

I 10 PRODOTTI  PIÙ CONTRAFFATTI

Ecco la “classifica” degli alimenti più imitati e spacciati per autentici:

1. Prosecco : 350 casi
2. “Wine kit”, kit per autoproduzione di vino: 259 casi
3. Parmigiano Reggiano: 183 casi
4. Olio extra vergine di oliva dauno dop: 35 casi
5. Pecorino toscano: 25 casi
6. Vino Campi Flegrei: 21 casi
7. Formaggio Asiago: 13 casi
8. Olio extra vergine di oliva Terra di Bari: 12 casi
9. Aceto balsamico di Modena: 11 casi
10. Olio extra vergine di oliva Toscano: 10 casi

Ma come si possono riconoscere e, quindi, evitare le truffe on line? Ecco un vademecum del commissariato di polizia on line sull’acquisto di prodotti tipici attraverso il web (clicca qui per visualizzare il documento) pubblicato l’anno scorso, ma sempre valido, quando si era acceso un dibattito sull’affidabilità di aziende che vendevano prodotti tipici delle zone terremotate.

Prezzo. Paragonatelo ad altri annunci simili, se vi sembra troppo conveniente: potrebbe essere un annuncio fasullo.

Fotografie. Se vi appaiono troppo belle per essere vere, cercate l’immagine su Google Immagini (trascinate o copiate e incollate l’immagine) e capirete se sono vere o sono state copiate/incollate da altri siti.

Descrizione. Se è troppo breve e fornisce poche informazioni, non esitate a chiederne altre all’inserzionista.

Inserzionista. Cercate il venditore su Google Maps o altra mappa: potrete vedere, innanzitutto, se esiste realmente.

Pagamenti. Non effettuate pagamenti su carte ricaricabili o con servizi di trasferimento di denaro. E’ preferibile usare metodi tracciabili: IBAN su conto italiano (inizia per IT…), PayPal e Hype.

Infine, raccomanda la Polizia online, anche se può sembrare banale, bisogna ricordare sempre che il primo passo per acquistare in sicurezza è avere un antivirus efficace e aggiornato. Gli ultimi sistemi antivirus (gratuiti o a pagamento) danno protezione anche nella scelta degli acquisti online.