Il cibo (e l’olio evo in particolare) come medicina per il corpo, la tutela della biodiversità come marketing territoriale. Il miglior olio extravergine di oliva possibile, secondo un frantoiano pugliese apprezzato anche a livello internazionale

 

Provate a digitare “Olio extravergine di oliva” su un qualsiasi motore di ricerca in Internet. Vi si aprirà un mondo di notizie, curiosità, proposte commerciali. Ma come si riconosce un extravergine di alta qualità da uno appena passabile? Come si misura, in altri termini, la qualità di un olio evo? Lo spiega Pietro Intini, produttore di olio di eccellenza, titolare dell’omonimo frantoio ad Alberobello, piccola perla della Murgia barese dove la cultura dell’olio, con la sua storia e tradizioni, è da sempre di casa.

cima di mola

Intini, con il suo olio ottiene riconoscimenti prestigiosi (Miglior Fruttato Intenso - Guida Oli d’Italia Gambero Rosso e Presìdio Slow Food 2017, per l’olio evo “Cima di Mola”) e recensioni più che lusinghiere su riviste di settore e non. Come si ottengono risultati del genere in un’epoca di commercio globalizzato e di concorrenza spietata? 

«Non perdendo mai di vista i propri obbiettivi e i sani princìpi. Non mi interessa inseguire insane logiche di mercato e scendere a compromessi. I miei risultati sono il frutto di anni di sacrifici, nonché di investimenti e di accortezze in fase produttiva da qualcuno ritenuti “folli”».

olio evo d'eccellenza

Perché puntare sui prodotti di nicchia? 

«È un modus operandi che appartiene alla nostra filosofia di vita e lavorativa. Crediamo che il cibo possa essere una medicina per il corpo, in primis l’extravergine di altissima qualità».

Ma come si riconosce un Evo di qualità superiore?

«Abbiamo lanciato, al riguardo, una campagna di comunicazione che si intitola “Non è tutto olio quello che luccica”, per aiutare i consumatori, spesso disorientati dall’ incapacità di riconoscere un vero extravergine e di giustificarne, di conseguenza, il prezzo. Purtroppo la maggior parte dei consumatori non consuma oli di qualità. L’assaggio è l’unica arma che il consumatore ha per difendersi».

potatura ulivi

I prodotti e la terra: fare olio eccellente in Puglia è più facile che altrove?

«Non credo. Esistono grandi oli, esistono grandi frantoi e grandi frantoiani, ma non esiste una regione migliore dell’altra».

Politica dei prezzi: spieghiamo perché un prodotto eccellente si paga di più.

«Sotto un certo prezzo, non può essere extravergine. Questo è un dato di fatto: la materia prima eccellente, la produzione certosina, gli investimenti in tecnologie e la formazione del personale hanno un costo. In ogni caso, questo riguarda il valore che ciascuno di noi intende dare a quello che ingerisce e alla propria salute».

pietro intini

La sua azienda in tre concetti: policy, obiettivi, rapporto con il territorio.

«Qualità senza compromessi; divulgazione della cultura del vero extravergine; tutela della biodiversità». 
Progetti a breve scadenza? 

«Stiamo ampliando i nostri uliveti, abbiamo dato vita a circa 400 piante di una nuova cultivar sconosciuta».

pietro intini

Quanto è importante la formazione per le nuove generazioni? 

«Sono convinto che la cultura della corretta alimentazione debba essere trasmessa sin dai primi anni di vita, proprio come il senso civico e il rispetto dell’ambiente. Detto questo, io sono un grande sostenitore delle nuove generazioni e il mio lavoro mira a superare tutti quei luoghi comuni e quelle convinzioni errate, retaggio di una tradizione oramai superata, proprio con l’approfondimento costante e con lo studio. In azienda, a parte mio padre, siamo tutti sotto i 40 anni e tutti assaggiatori professionisti».

E ha dei riscontri positivi?

«Incontro sempre più giovani interessati all’enogastronomia d’eccellenza e alla tutela del territorio, nonché promettenti chef e pizzaioli interessati seriamente alla materia prima di altissima qualità. Siamo sempre aperti ad accogliere in azienda quanti vogliano avvicinarsi al nostro mondo, con degustazioni e mini corsi di assaggio, tenuti da me e dai miei collaboratori». 

oleificio

A proposito di marketing territoriale: quali strategie, secondo lei, rendono davvero? 

«Per noi è fondamentale il connubio territorio-prodotto. I nostri monocultivar sono espressione della biodiversità del territorio, ciascuno con le sue caratteristiche. Raccontarli è la migliore forma di marketing possibile».

olio evo