UN PEPERONCINO AL GIORNO…

 

Antiossidante, antifiammatorio, regolatore del metabolismo e aiuto del sistema cardiocircolatorio. Il gustoso cornetto rosso fuoco ha fama di possedere molte qualità. Non tutti sanno, però, che può fare anche (molto) male. Soprattutto quando si fa a gara a chi lo produce più piccante.

 

 

peperoncino piccante

IL PIÚ PICCANTE AL MONDO

Lo ha ottenuto in laboratorio un coltivatore inglese in collaborazione con un gruppo di ricercatori della Nottingham Trent University. È un peperoncino talmente piccante (nella scala di “Scoville” raggiunge i 2.48 milioni di punti, mentre lo spray urticante della polizia non supera i 2 milioni!) da poter provocare uno shock anafilattico in chi lo mangiasse, bloccandone le vie respiratorie. Non a caso lo hanno chiamato “Dragon's breath”, ovvero “Alito di drago”. Per la sua capacità di rendere insensibile i tessuti umani, gli scienziati ne stanno addirittura valutando eventuali applicazioni in medicina, ad esempio come alternativo agli anestetici tradizionali, quando questi non possano essere utilizzati. Davvero troppo, insomma, perfino per i coltivatori più agguerriti, che in molte parti del mondo si sfidano a distanza per ottenere sempre nuove (e più piccanti) varietà.

 

peperoncino piccante

 

I PRODOTTI NOSTRANI

Molto meglio, dunque, i prodotti tipici nostrani. Magari da gustare su una fetta di pane appena sformato, con un filo di olio extravergine di oliva accompagnato, perché no, da un corposo e profumato vino rosso. Nel Salento, per esempio, si produce un ottimo peperoncino che si può trovare facilmente in commercio, di solito in vasetti in vetro, sott’olio e con una sfumatura di aceto di vino. Questi peperoncini, a forma di cornetto, sono coltivati in campo aperto tra in tarda primavera, tra la fine di maggio e gli inizi di giugno e la raccolta, tradizionalmente, avviene in più fasi, rigorosamente a mano come si faceva anticamente, tra agosto e ottobre quasi in contemporanea alla vendemmia del vino. I peperoncini vengono poi lavati, selezionati, tagliati a
rondelle e maturati sotto sale. E poi così, senza aggiunta di altri ingredienti (diffidate di prodotti con l’aggiunti di altri ingredienti!), vengono invasati in olio extravergine di oliva. A proposito di olio, c’è anche lì una lunga tradizione di prodotti piccanti tipici. Gli amanti del piccante lo usano sulla pasta e perfino sulla pizza. Per chi sta programmando una vacanza nel Salento, per il prossimo anno, è da segnalare “Maru”, la festa del peperoncino che si tiene i primi di settembre.


peperoncino piccante
IL PICCANTE FA BENE ALLA SALUTE?
I peperoncini vengono spesso consigliati in caso di problematiche gastro-intestinali o dermatologiche, in caso di artriti o ferite o per purificare il sangue. Ci sono evidenze scientifiche, inoltre, che dimostrano le proprietà del peperoncino anche in caso di dolori acuti e cronici, infiammazione, obesità e patologie oncologiche. Il peperoncino è anche un buon antidolorifico naturale. In particolare, alcuni autori ricordano che in America e in Asia l’utilizzo dei frutti e delle foglie del peperoncino è da tempo utilizzato in caso di mestruazioni dolorose, mal di denti e dolori muscolari. A proposito di salute del cuore, poi, il consumo abitudinario di cibo piccante sembra essere collegato a un minor rischio di ischemie e, inoltre, il peperoncino è in grado di ridurre la pressione sanguigna sia sistolica, sia diastolica. Ovviamente, il dibattito scientifico è sempre aperto. Nel dubbio, è sempre meglio un peperoncino in più, che uno in meno.

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